Il nucleo di polizia tributaria della Guardia di Finanza di Catanzaro ha notificato quattro provvedimenti restrittivi, consistenti nell’obbligo di dimora, a carico di altrettanti soci e amministratori di due società beneficiarie di finanziamenti statali e comunitari, procedendo al sequestro di uno stabilimento preposto alla produzione ed all’imbottigliamento delle acque minerali, di quote societarie, di disponibilità bancarie e di una polizza assicurativa, per un valore complessivo stimato in circa 22 milioni di euro. Le indagini, avviate nel corso del 2007 su delega della procura della repubblica presso il tribunale di Lamezia Terme, hanno riguardato la “Idro Mineral Beverage s.r.l.”, società operante nel settore della produzione e dell’imbottigliamento delle acque minerali, recentemente colpita da un attentato incendiario, e la “Mondial Drinks Beverage”, società che avrebbe dovuto operare nel settore della produzione e dell’imbottigliamento delle acque minerali ma che non ha mai avviato concretamente la propria attività, entrambe con sede legale a Lamezia Terme, alle quali, nell’ambito della legge 488/92, sono stati concessi contributi pubblici per circa 9 milioni di euro per la realizzazione di un programma di industrializzazione da attuarsi a Lamezia Terme nel settore della raccolta e dell’imbottigliamento delle acque minerali e nella produzione di bibite analcoliche. Le indagini avrebbero permesso di scoprire un sofisticato meccanismo di frode, ideato dai responsabili delle società beneficiarie dei contributi, imperniato sulla predisposizione di una copiosa documentazione ideologicamente e materialmente non veritiera con riguardo alla fattibilità del progetto proposto, all’entità dei costi sostenuti per avviarlo, alle date di conclusione del programma di industrializzazione e di pagamento delle relative spese, nonché al luogo di svolgimento delle attività lavorative ed all’inerenza dei costi con il progetto in parola. Nel corso delle indagini sarebbe stata appurata la produzione e la commercializzazione di un cospicuo quantitativo di acque minerali contenenti il batterio “pseudomonas aeruginosa”. Sulla scorta di un provvedimento di sequestro emesso dalla Procura della Repubblica presso il tribunale di Lamezia Terme, nell’ottobre del 2009 erano stati sottoposti a sequestro circa 170 mila litri di acqua imbottigliata, già ceduti per la successiva rivendita al dettaglio, contaminanti dalla presenza del pericoloso batterio. A conclusione dell’indagine, sono state complessivamente segnalate alle autorità giudiziarie inquirenti 12 persone, responsabili, a vario titolo, dei reati di truffa per il conseguimento di erogazioni pubbliche, malversazione ai danni dello Stato, emissione ed utilizzo di fatture per operazioni inesistenti, nonché per commercio di sostanze alimentari nocive (l’immissione al consumo di acqua contenente il batterio “pseudomonas aeruginosa”). Sono stati inoltre segnalati 3 soggetti giuridici, ritenuti responsabili degli illeciti previsti dalle norme sulla disciplina della responsabilità amministrativa delle persone giuridiche, delle società e delle associazioni anche prive di personalità giuridica. La magistratura ha emesso l’obbligo di dimora nei confronti delle quattro persone ritenute principali artefici delle frodi: Gennaro Isabella Valenzi, Saverio Isabella Valenzi, Michele Surace e Andrea Francesco Giordano , segnatamente amministratore unico e soci della Idro Mineral Beverage. Disposto inoltre il sequestro preventivo dell’opificio industriale della “Idro Mineral Beverage s.r.l e di altri beni mobili ed immobili per il suddetto valore stimato di 22 milioni di euro. Un ulteriore provvedimento d’urgenza emesso e ‘finalizzato al sequestro preventivo della polizza assicurativa stipulata dai legali rappresentanti della società “Idro Mineral Beverage, che avrebbe indennizzato la società fino all’importo complessivo di circa 14 milioni di euro, per i danni subiti in occasione di eventi incendiari come quello avvenuto il 20 febbraio scorso.
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