Vivi Catanzaro

martedì 11 maggio 2010

TIMPONE ROSSO

Nuova breve seduta oggi pomeriggio presso l'aula bunker catanzarese di via Paglia, nell’ambito dell'udienza preliminare nei confronti delle ventisei persone coinvolte nella maxi-inchiesta antimafia “Timpone Rosso” la maggior parte delle quali ristrette al carcere duro del 41-bis.
Dinanzi al Gup Abigail Mellace, oggi, nel breve volgere d'una ventina di minuti, sono intervenuti gli avvocati delle già costituite parti civili: il Comune di Cassano, il Comune di Corigliano, la Provincia di Cosenza, la Regione Calabria ed i familiari di alcune delle vittime della guerra di 'ndrangheta che negli anni passati ha insanguinato la Sibaritide, vale a dire i fratelli Cimino di Corigliano figli di Giorgio Salvatore Cimino ucciso all'interno d'un bar dello Scalo coriglianese nel 2001, ed i familiari del cassanese Sergio Benedetto ucciso nella cittadina delle terme nel 2003. Tutti i legali di parte civile hanno motivato ed ovviamente richiesto al Gup il rinvio a giudizio di tutti gl'indagati, sui quali pende la richiesta di processo già formulata nella seduta del 4 maggio scorso dal Pubblico Ministero della Direzione Distrettuale Antimafia di Catanzaro Vincenzo Luberto. L'udienza preliminare tornerà "di scena" venerdì 14 maggio. Quando cominceranno, per proseguire fino al prossimo 19 maggio, le agguerritissime arringhe da parte degli avvocati difensori dei presunti 'ndranghetisti finiti in carcere dopo la maxiretata del 16 luglio dello scorso anno. 

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